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La tela è un luogo, uno spazio in cui il lontano si fa vicino, con le sue immagini dimenticate o mai conosciute veramente, i personaggi incontrati o solo pensati, i paesaggi reali o fantastici, le vicende che attraversano il tempo, le emozioni, le suggestioni. Si fa vicino tanto da diventare una storia compiuta, un racconto suggellato da un titolo. E come la lettura o l'ascolto di un evento remoto, seppure minimo, può essere un'esperienza, tale è per me la costruzione di un dipinto. Tracciando segni astratti, talvolta elementi figurativi, trame di colore, vivo un'esperienza, conosco un po' di più me stessa e tutto ciò che è fuori da me stessa. Con la tela comprimo la distanza che, inconsapevolmente o consapevolmente, mi separa dalle altre storie, ovvero dalla mia anima, dagli altri e dall'altro, da quello che credo di conoscere bene e che invece ha ancora molto da svelare. Limiti, necessità, timori, pregiudizi che segnano la quotidianità si riducono mentre con la pittura cerco altre storie vicino a luoghi lontani. E così sento una maggiore pienezza nel vivere. (Antonella Allara)
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