“…attualmente il discorso artistico di Antonella Allara indaga le potenzialità espressive e comunicative di un linguaggio volutamente stilizzato, quasi arcaico, ottenuto con una tecnica che procede per sovrapposizioni su un precedente progetto…” . (Cinzia Bollino Bossi,1998)

“…Le ricerche di Antonella Allara si collocano in un ambito astratto. Sulla tela l’artista tesse trame di colore all’interno delle quali ha tramutato in forma il segno delle prove iniziali…”. (Cinzia Bollino Bossi, 1998)

I commenti dei critici d'arte

“Antonella Allara interpreta il segno entro contesti disinvolti, non necessariamente collegati fra di loro. A volte esso viene fittamente e ossessivamente reiterato con modalità che ricordano le textures della Accardi; altre volte invece gli viene conferita potenzialità evocativa mediante zoomorfizzazioni d’ascendenza neolitica; oppure viene spinto verso situazionalità atte a valorizzare la materia o sinuosi percorsi decorativi e grafismi in cui non sono assenti ricordi e memorie della Street Art”. (Franco Migliaccio, 1998)

“…Il territorio che trova spazio sulle tele di Antonella Allara è un luogo magico e mentale da cui prendono vita favole e racconti affidati alla trama del colore e alle partiture serpentinate e decorative. E’ la terra tutta, allusivamente espressa nei segni corposi che mimano foglie, radici, fiori. Ma è territorio anche l’anima, da sondare e da raccontare attraverso l’uso dei colori. Anima e terra diventano due mondi da ascoltare e da interpretare, per essere trasformati poi in un linguaggio formale ove si mescolano tradizione figurativa e approccio segnico…”. (Cinzia Bollino Bossi e Giovanni Cerri, 1999)

“…Nelle opere di Antonella Allara la biografia è il suggello di una data, la veridicità di un momento preciso che sigla, a guisa di ulteriore firma, il quadro: il segno tribale e insistito è struttura narrativa…”. (Cinzia Bollino Bossi, 2000)

"Di efficace impatto coloristico sono i racconti visivi - in bilico tra astrazione e figurazione - di Antonella Allara. Un'immagine, quella raggiunta dalla giovane autrice, che si è via via affinata e definita, determinandosi in una tessitura più o meno fitta di intrecci segnici a tutto quadro, quasi fosse un continuum incessante di episodi concatenati, legati uno con l'altro da nessi narrativi". (Giovanni Cerri, 2001).

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